L’ERBA DI WALTER

NON COLPEVOLE MA GIA’ CONDANNATO DAI CENSORI “ANONIMI” DELLA CANNABIS TERAPEUTICA

Di Cristina Battioni

Il vicino di casa di Walter De Benedetto è probabilmente un “censore anonimo” o, nella migliore delle ipotesi, un perbenista ottuso.

Due anni fa un illuminato ed ignoto proibizionista di Arezzo ha denuciato ai Carabinieri il suo vicino, Walter, 48 anni, inchiodato su una sedia a rotelle da una rara ed incurabile malattia neurodegenerativa, reo di aver coltivato nel giardino della sua casa cannabis ad uso terapeutico.

chissà cosa avranno pensato i Carabinieri di fronte al presunto commerciante di stupefacenti ed al suo corpo deformato e sofferente, forse che dietro la sua inabilità si celasse un pericoloso cartello colombiano? Oppure, dalla soffiata del vicino, avranno dedotto che le piantine di marijuana gli servissero per rallegrare festini a base di sesso, droga e rock & roll?

Walter De Benedetto

Probabilmente non hanno pensato. Si sono limitati ad eseguire un blitz trasformatosi in un’ ispezione ridicola a danno di un piccolo uomo che coltivava il suo “orto” per sopravvivere. Quel blitz, alla luce dei fatti, ha solo aggiunto due anni di pene giudiziarie ad un essere umano già condannato da una grave forma di artrite reumatoide alla sofferenza, senza appello.

Proprio per il deterioramento delle sue condizioni l’ imputato non era presente in aula il 27 aprile per ascoltare almeno la sentenza della sua assoluzione e ricevere gli applausi dei tanti sostenitori che lo aspettavano. Li hanno raccolti e glieli hanno fatti ascoltare tramite cellulare i suoi difensori, Claudio Miglio e Lorenzo Simonetti. https://youtube.com/watch?v=NHpfnWlBRMU&feature=share

Walter è stato assolto dal giudice del Tribunale di Arezzo, Fabio Lombardo, in quanto non colpevole di spaccio. Assolto dalla Corte ma condannato al dolore cronico dalla deformazione dolorosa di ogni parte del suo scheletro ma non al deterioramento della sua intelligenza.

De Benedetto era stato costretto ad improvvisare la sua piccola auto produzione per colmare l’ innegabile carenza di farmaci cannabinoidi dovuti, per legge dello Stato, ai pazienti che li utilizzano per lenire i dolori delle loro gravi patologie. L’ ennesimo diritto sancito dal Decreto ministeriale del 9 novembre 2015 ma, nella realtà quotidiana, negato.

Sorge il dubbio che il suddetto decreto sia stato formulato più per fingere un atto di decorosa civiltà che non per soccorrere migliaia di persone senza speranza, se non quella di lenire le proprie sofferenze quotidiane tramite preparati fitoterapici.

Ricordiamo che il Servizio sanitario nazionale fornisce ai malati terminali 1 grammo di cannabis terapeutica al giorno, quantità inefficace per lenire i dolori cronici di tutti quei cittadini che avrebbero pieno diritto alla cura ma se lo vedono negato, prima dalle normative del decreto stesso, poi dall’ azione incivile di improvvisati moralisti senza occhi né cuore.

“Il dolore non aspetta-ha sempre detto Walter, appellandosi più volte anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella-mi assumo le mie responsabilità, mi sento a posto con la mia coscienza”. Ed è il “come” lo ha detto a fare la differenza, a far vincere, almeno questa volta, la civiltà sulla barbarie che sembra contagiare più di un virus.https://youtube.com/watch?v=eM5AWPDPrWc&feature=share

Dopo aver ascoltato le sue parole garbate e la sua storia è difficile non essere tutti, potenzialmente, Walter, tutti potenzialmente ed improvvisamente fragili, privati non solo del diritto di non subire il dolore fisico, ma anche ingiustamente accusati ed imputati dai nuovi censori.

Walter

L’ unica cannabis legale è quella venduta dalle farmacie su ricetta del medico curante, si tratta di preparati a base di marijuana per utilizzo terapeutico prodotti esclusivamente dall’ azienda olandese Bedrocan. Si chiamano Bedrocan, Bediol, Bedica, Bedrobinol e Bedriolite e differiscono nella composizione delle diverse molecole ad azione terapeutica. L’ esclusività detenuta dalla Bedrocan rende la produzione ovviamente insufficiente per una richiesta terapeutica che include dolori da sclerosi multipla, chemioterapia, tumori in fase terminale, glaucoma o causati da tutte le forme di malattie rare neurovegetative.

Insufficiente ma gratuita, penserete, visto la gravità delle patologie ed il prezzo elevato dei preparati ( circa 11 €/grammo alle farmacie con iva al 22%).

E invece no.

Solo alcune regioni rimborsano interamente il costo e solo per “alcune” patologie. Altre no, non rimborsano nulla. Inoltre la cannabis terapeutica è efficace soprattutto in tinture alcoliche ed in olio, perchè la formulazione permette una minor dispersione del prodotto. Tuttavia il decreto ministeriale del 9/11/2015 per agevolare i consumatori, ovviamente, ha imposto che le farmacie si dotino di alcuni costosi macchinari al fine di calcolare le quantità di THC e CBD (principi attivi) nelle singole dosi. Ovviamente, poche farmacie hanno adottato questi macchinari, come da auspicio del decreto stesso.

Quindi quel grammo quotidiano concesso, benché assolutamente insufficiente, diventa anche difficilmente reperibile.

E i malati che ne avrebbero diritto ? Fanno senza.

Walter ha vinto almeno la sua battaglia legale ma la sua dovrebbe diventare una battaglia di tutti, la battaglia di #iostoconwalter dovrebbe essere sostenuta da una società democratica e, fino a prova contraria, civile.

Al suo fianco, moralmente, ha avuto migliaia di malati e di persone comuni ma in modalità fattiva solo l’ Associazione “Meglio Legale”https://megliolegale.it e l’ “Associazione Coscioni”https://www.associazionelucacoscioni.it .

Walter e l’ ASSOCIAZIONE COSCIONI

Antonella Soldo, coordinatrice dalla campagna ” Meglio Legale” ha apertamente denunciato la finta lotta alla droga nel nostro paese, ha chiesto di aprire la produzione terapeutica di cannabis anche ai privati, di semplificare la burocrazia e formare i medici, affinchè non debba continuare all’ infinito la battaglia dei tanti, troppi, malati senza accesso alla terapia.

Riccardo Magi, deputato di Più Europa, si è autodenunciato per aver ceduto a Walter una cima di erba della sua coltivazione. Un gesto visibile, a favore di telecamere e tribunali, da interpretare come un grido contro l’ accanimento anti-terapeutico dello Stato. Un grido che dovrebbe riecheggiare nelle coscienze della politica e dei censori.

Riccardo Magi e Walter

Qualcuno dal Ministero della Salute si degnasse di spiegare perché nel concreto e nonostante la legge lo consenta, i malati non hanno realmente accesso alla cannabis terapeutica in italia. Non c’è solo il Covid, c’è anche quello e non va tutto bene.

L’ unico rappresentante del Governo all’ uscita del Tribunale di Arezzo era Fabiana Dadone, Ministro per le politiche giovanili, che ha riassunto in poche e semplici parole l’ essenza della farsa appena conclusa: “Non abbiamo bisogno di vivere direttamente un’ esperienza per comprenderla, per empatizzare con chi soffre ogni giorno in silenzio i soprusi di una mentalità violenta e repressiva. Non sono i malati gli sbagliati, i criminali, ma semmai chi vive una linearità di pensiero che nasconde frustrazione.”

E accidia, aggiungerei io.

L’ Italia cattolica e perbenista chiude gli occhi di fronte al consumo smodato di stupefacenti ad uso ricreativo ampiamente diffuso tra giovani e meno giovani, semplifica il fenomeno accorpandolo ad un non ben precisato “disagio giovanile” o alle cronache mondane da Costa Smeralda o da attici milanesi. Lo condanna a parole ma finge di non vederlo quando è sotto casa o in casa.

Il censore di turno si attiva semmai contro l’ uso personale e terapeutico, contro le piantine rigogliose di un vicino tetraplegico innestando la mobilitazione di forze dell’ ordine, avvocati, giudici e tribunali. Per evitare almeno questa discutibile procedura sarebbe indispensabile una riforma del testo unico sugli stupefacenti che regolarizzi chiaramente e depenalizzi la coltivazione ad uso personale e terapeutico.

Ma chi si intesterà una battaglia che potrebbe togliere consenso? Speriamo che almeno una next generation politica risponda alla domanda di Walter De Benedetto e dei tanti come lui:

#iostoconwalter

“Sono malato e senza terapia, per giunta ora indagato

per essere stato costretto a violare la legge per non soffrire.

Mi chiedo dove sta il Parlamento?

Walter De Benedetto-Messaggio al Presidente Mattarella

Pubblicato da cristinabattioni

Scrivo per imparare la strada

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