BREVE LETTERA AL SIG. GRILLO SULLA GIUSTIZIA

IL VIDEO VIRALE DI GRILLO DANNEGGIA SE STESSO ED IL FIGLIO MA AIUTA LA “MALAGIUSTIZIA”

di Cristina Battioni

Beppe Grillo dal suo blog personale, http://www.beppegrillo.it, mette in rete un video di dubbio gusto, forse sceneggiato da un esorcista; come posseduto da demoni furiosi si lancia in spropositi a difesa del proprio bambino, accusato di presunto stupro di gruppo.

La prende “sul personale”, sbaglia obbiettivo e ricava solo una cascata di critiche.

In pochi minuti di concitazione sconclusionata perde consensi ed offende, comunque, i diritti delle donne, riduce a bravate i comportamenti discutibili di individui maggiorenni; in pratica costruisce un disastro di comunicazione mediatica.

Crea una catastrofe mediatica e perde l’ occasione di cavalcare una battaglia per una giustizia riformata, più efficiente, giusta e civile.

Purtroppo, Sig. Beppe, i casi di ingiusta detenzione sono ogni anno un migliaio in Italia (bilancio del Ministero italiano della Giustizia 2017-2019); detto in parole povere vi sono in media 1000 persone che subiscono l’ arresto e il carcere senza che vi fossero accuse o presupposti fondati ma, sicuramente, per disposizione di un magistrato, pm o giudice. Nel suddetto triennio sono stati soltanto 53 i magistrati sottoposti ad azioni disciplinari.

Purtroppo, o per fortuna, queste mille persone non hanno un blog o la visibilità per urlare il loro dolore e la loro rabbia.

Anziché sprecare la sua immagine per difendere un maggiorenne ed offendere con termini maschilistici ed insopportabili, non una ragazza, ma tutto l’ universo femminile, avrebbe ricevuto più solidarietà e consenso urlando il vero problema che affligge, consuma e rovina migliaia di italiani in Italia : la “malagiustizia”.

Vede, Sig. Grillo, non è un problema personale e, casomai, i panni sporchi si lavano in casa ma se i panni sporchi sono quelli di un sistema da riformare e dannoso, quelli sì, si possono spiegare in pubblico. A beneficio di tutti.

I dati divulgati dalla Commissione europea per l’ efficacia della giustiza ( la CEPE) nel gennaio 2021, hanno confermato che l’ Italia resta il fanalino di coda per durata dei processi civili. Le rilevazioni hanno dimotrato che una causa civile dura mediamente, in Italia, più di 7 anni e tre mesi nei suoi tre gradi di giudizio. Il primo grado di un procedimento civile , difficilmente può durare meno di tre o quattro anni.

Un procedimento penale dura mediamente sei anni. Sa cosa significa, in pratica, Sig. Grillo?

Significa che l’ inefficienza del nostro sistema giudiziario ha riflessi distruttivi sull’ economia, che per questi assurdi ritardi molte aziende devono portare i libri in tribunale perchè non riescono a sopravvivere 7 anni prima di vedersi riconosciuta un’ eventuale ragione o un indennizzo dei danni subiti.

Significa disincentivare l’ innovazione, scoraggiare gli investimenti, deprimere il gettito fiscale ed aumentare i costi del credito.

Soprattutto se le decisioni giudiziali non sono prese in tempo ragionevole, ed in seguito applicate tempestivamente, violano i diritti indivuduali dei cittadini che non risultano effettivamente tutelati. Questo sì rappresenta un indice significativo del livello di civiltà di un ordinamento politico.

Come se ciò non bastasse abbiamo 3,3 milioni di procedimenti complessivamente pendenti al 2020. L’ emergenza sanitaria Covid ha sostituito le udienze con trattazione cartolare, non in presenza . Ma tutto ciò, anzichè velocizzare il sistema, ha fatto effetto tappo. E sa perchè?

Mentre Lei sfrutta la comunicazione tecnologica per sbraitare a difesa del suo pargolo, le reti informatiche degli uffici giudiziari sono inadeguate, le postazioni abilitate sono insufficienti, i funzionari di cancelleria non riescono ad accedere da remoto ai fascicoli e ai registri civili.

Manca una riforma strutturale ed organizzativa che non aumenti solo il numero del personale ( giudicante e no), ma si occupi di una miglior formazione professionale.

Come scriveva Piero Calamandrei “(…) il processo, e non solo quello penale, è di per sè una pena, che i giudici e avvocati devono abbreviare rendendo giustizia”.

Forse avrebbe fatto meglio a rivolgersi a Mario Caizzone, presidente dell’ Associazione italiana Vittime di Malagiustizia (Aivm), che l’ ha fondata per dare voce a quanti subiscono vessazioni nel nome di una legge che non è uguale per tutti.

WWW.AIVM.IT

Caizzone, commercialista, nei primi anni 90 ha trascorso 4 mesi agli arresti domiciliari e quasi un ventennio sotto le scure della magistratura italiana prima che la sua innocenza venisse definitivamente riconosciuta.

Perché Lei, che si autoproclama “l’ Elevato”, non ha guardato oltre le sue mura domestiche e denunciato che un cittadino, vittima di malagiustizia, finisce su tutti i notiziari anche prima di conoscere i motivi della propria imputazione? Dopodichè il medesimo cittadino, non vip, subisce la chiusura dei conti correnti; i fornitori e i clienti fuggono, ed, in alcuni casi, anche i famigliari.

EPPURE MAI UN AMMINISTRATORE DI GIUSTIZIA HA CHIESTO SCUSA ALLA SUA VITTIMA, CIOE’ AD UNA PERSONA PROSCIOLATA ED ASSOLTA, DOPO ANNI, DALLA MAGISTRATURA.

In 8 anni di attività Aivm ha aiutato, gratuitamente, quasi 9000 vittime di malagiustizia. Le ricordo che AIVM è un associazione senza scopo di lucro, creata per aiutare tutti coloro che ritengono di essere stati danneggiati da ritardi, superficialità, malintesi, interpretazioni errate, lungaggini e comportamenti arbitrari posti in essere da chi amministra la giustizia.

E i risarcimenti? Ridicoli, talvolta non sufficienti a coprire le spese affrontate per pagare i propri legali.

Quindi Signor Grillo, perchè dall’ alto della sua visibilità e possibilità mediatica ed economica non ha sfruttato il suo blog per denunciare un problema che, come vede, non è suo personale, ma di tutti ?

Se suo figlio non ha commesso nessun reato, e glielo auguro, lotti per dimostrarlo e si sfoghi dopo, semmai, e chieda anche i danni e le dovute scuse.

Ma in questo momento non serve urlare ma caldeggiare una riforma vera e seria della Giustizia; impantanati nello status quo, rischiamo tutti, presunti colpevoli ed innocenti, di cadere in un macchinario tritatutto che distrugge vite umane, imprenditori, aziende e poveri cristi.

Magari, prima di urlare, la prossima volta rifletta su questi dati, sugli errori irreparabili subiti da semplici cittadini, sui sistemi all’ Azzeccagarbugli ancora esistenti tra i faldoni cartacei dei Tribunali e renda la sua rabbia non personale ma portatrice di possibili soluzioni parlamentari.

Ciò detto, buona fortuna a Lei, a suo figlio e a tutta “la meglio gioventù” coinvolta in questa triste vicenda; dopo il suo video inoppotuno, ne avrete tutti bisogno.

Pubblicato da cristinabattioni

Scrivo per imparare la strada

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