PARMA, DA PICCOLA PARIGI DEI FARNESE A “DISCOUNT” MADE IN IOWA

Tardini: la “riqualificazione”dello stadio e il declassamento della città.

di Cristina Battioni

E’ “Lo stadio più bello del mondo” l’ ultimo regalo che la giunta Pizzarotti vuole fare a questa città. Un dono costoso, non propriamente prioritario, reso magicamente possibile dal definire “riqualificazione” quella che sarà la depauperazione di un lotto non edificabile di 36.725 mq, posto esattamente in uno dei quartieri più belli e centrali di Parma.

La suddetta “riqualificazione” si sta trasformando, in realtà, nella realizzazione di un’ astronave monolitica in cemento e acciaio di 7 piani, pronta ad ospitare un vero e proprio centro commerciale, dotato di parcheggi sotterranei ed aperto 7 giorni su 7.

“Lo stadio più’ bello del mondo”, stando alle dichiarazioni di Kyle Krause, neo proprietario e presidente del Parma Calcio 1913, sarà parte di un progetto ecosostenibile, studiato per migliorare ed abbellire il quartiere tra i grandi viali, la Cittadella ed il Lungo Parma.

L’ elaborazione, blindatissima, affidata all’ architetto Alessandro Doppini, prevede la creazione di 20.000 mq di spazi pubblici, parcheggi sotterranei, ristoranti, bar, negozi, markets, shops e chi più ne ha più ne metta. Il progetto, solo narrato, ma mai reso pubblico nei dettagli, è già stato presentato in Consiglio comunale ed entro un mese dovrebbe divenire definitivo. A fronte di un investimento di 70 milioni di euro il Comune garantirà al Gruppo Krause la concezione d’ uso dell’ area per i prossimi 40 anni, indipendentemente dalle alterne fortune, o sfortune, della squadra di calcio cittadina.

Un vero benefattore Mister Krause, verrebbe da pensare; volato dal centro dell’ Iowa per rilevare il 90% della Parma Calcio 1913 srl da noti imprenditori locali (Guido Barilla, Giampaolo Dallara, Mauro Del Rio, Marco Ferrari, Angelo Gandolfi, Paolo e Pietro Pizzarotti ) in un momento di difficoltà economica e, conseguentemente, per rilanciare la squadra verso traguardi ambiziosi.

Benefattore che ha anche acquisito il 99% del Progetto Stadio Parma srl, società nata per la riqualificazione dello stadio e rilevata da Krause solo per regalare alla città quello che lui stesso definisce “lo stadio più’ bello, prima d’ Italia, poi del mondo”. Un monumento personale e sempiterno, un saggio di modernità e vivibilità omaggiato della sua famiglia a tutta la cittadinanza. Quanta generosità, verrebbe da dire.

Un vero mecenate, paragonabile a Filippo di Borbone che nel 1753 chiamò Ennemond Alexandre Petitot per imprimere un nuovo stile architettonico ed urbanistico alla città ed aprirla ad uno spirito illuminista. Petitot diede a Parma quell’ allure che la portò ad essere definita la piccola Parigi, “la petite ville lumiere” con l’ eleganza dei lunghi viali alberati ed, al centro, il Casinetto Petitot, nato come ritrovo culturale e mondano.

Se i Farnese chiamarono Petitot per dare una struttura architettonica ed un’ urbanizzazione lungimirante ed elegante alla città, i soci di PARMA 1913 srl hanno chiamato, o sono stati, fortuitamente, trovati da Mister Kyle Krause, nonni palermitani ma cittadino americano, disposto a spendere 100 milioni di euro per acquistare il 90% di una società calcistica senza liquidità e annesso progetto di riqualificazione stadio. Sorge il dubbio che il vero interesse, più’ che calcistico, sia economico e direttamente correlato allo sfruttamento di una vasta area centrale comunale che, per volere del suo donatore, non può essere resa edificabile ma destinata, sempre, ad uso, “prevalentemente”, sportivo.

Ed è proprio qui , nel cuore dei grandi viali delle promenades publiques, di fronte al raffinato padiglione del Petitot, a ridosso del Parco della Cittadella che Mister Krause vuole importare il modello di business del suo Kum and Go; un’ impresa che vanta 400 tra discounts, convenience retails, marketplaces e gas stations bianchi e rossi, di discutibile bellezza estetica ma, evidentemente, redditizi.

Ma cosa spinge questo gentile imprenditore a lasciare il ridente territorio dell’ Iowa per regalarsi una squadra di calcio nel cuore della Padania e addirittura volerci regalare lo stadio più’ bello nel mondo ?

E’ un visionario, un sognatore, un amante dell’ arte e dell’ architettura; ha qualche legame sentimentale o famigliare con la nostra città? No, niente di tutto ciò.

Peccato che Parma non sia Des Moines, la capitale della contea di Polk nel cuore della “Corn Belt”, con tutto il rispetto per il fascino campestre delle praterie e dei campi di granoturco della patria di Mister Krause.

La realtà, meno poetica e prettamente economica, ha una regia cosmopolita ( siculo-calabrese-canadese-americana) abilissima nell’ utilizzare la passione viscerale del popolo italiano per il calcio come passe-partout per la realizzazione di una struttura commerciale, normalmente inaccettabile, nel centro storico di una città.

Ennio Tardini, celebre avvocato e presidente del Parma Calcio donò il terreno al Comune per costruire uno stadio nel 1922, nel pieno rispetto della condizione urbanistica e sociale del periodo.

La struttura , concepita per ospitare al massimo 13.000 persone, venne realizzata senza mortificare la bellezza dei viali e pensata per grantire armonia e continuità paesaggistica con l’ adiacente Parco della Cittadella . Nel 1990, con la promozione del Parma in serie A, si rese necessario un aumento di capienza e fu saggiamente proposto di spostare lo stadio, edificandone uno più moderno e facilmente raggiungibile, nella zona di Baganzola.

Non si sa per quale motivo il progetto fu rigettato e si preferì ampliare il vecchio stadio per portarlo ad una capienza di circa 22.300 posti. Furono tuttavia rispettati i limiti di altezza di 14 m. e l’ area circostante non subì una devastante variazione paesaggistica, benché i residenti siano stati costretti ad accettare innumerevoli disagi di circolazione e mobilità in occasione di ogni partita.

Per affiancare e consigliare Mister Krause nel suo ambizioso e generoso progetto si scomodano altri due imprenditori italiani, residenti o naturalizzati negli Stati Uniti e in Canada; Joey Saputo ( figlio di Lino da Palermo) e Rocco Commisso (da Gioiosa Ionica -Cz). Ovviamente la liquidità ai suddetti benefattori non manca.

Kyle Krause, (58 anni), Presidente e CEO del Gruppo finanziario Krause comincia la sua ascesa economica nel 2000 rilanciando e divenendo presidente di “Kum and Go”, catena di shops, di livello medio-basso, concentrati soprattutto in Iowa. Decide quindi di investire gli imponenti utili in case vinicole e immobili di lusso piemontesi, diversificando e certamente imprimendo un upper grade ai suoi interessi.

Joey Saputo, Ceo della Saputo Incorporated si occupava della fiorente industria casearia famigliare che decise di lasciare per seguire la sua passione e lanciarsi nel mondo delle squadre di calcio italiane, diventando il chairman del Bologna Calcio. Ed infine, ma non in ordine di importanza, Rocco Commisso, il più celebre, fondatore di Mediacom (società fornitrice di tv via cavo), passata dal garage di casa alle quotazioni di Wall Street; già presidente dei Ny Cosmos e tutt’ora proprietario della Fiorentina.

Tre salvatori della patria venuti d’ oltreoceano per investire in retail, logistica, turismo, case vinicole, real estate, agricoltura e, soprattutto, in squadre di calcio con i bilanci in rosso. Mentre gli imprenditori italiani lasciano un settore dai costi economici insostenibili, loro, per amore dello sport e del bel paese, comprano squadre di calcio sulla’ orlo del baratro e si garantiscono, almeno temporaneamente, l’ approvazione di un ampio parterre di tifosi e sostenitori.

Peccato che le favole in economia non esistano e che, in questo contesto, il motto sia “business is business”.

Non si comprende la segretezza che continua ad avvolgere il progetto. Al di là di suggestive immagini in 3d o di qualche disegno sommario rappresentante un piccola Disneyland inserita in un contesto utopico, nulla è stato ampiamente argomentato, né l’ invasività di una struttura gigantesca a ridosso delle abitazioni, né i problemi di accesso, né le problematiche dovute ad un cantiere che si preannuncia lungo e fastidioso.

E la viabilità? Rimarrà intatta e quindi andrà in affanno, se non in tilt. E il quartiere compreso tra i viali, Barriera Farini, Orto botanico e Cittadella che giovamento ne trarrà? Nessuno. Traffico paralizzato, chiusura di negozi e di piccoli commercianti che tenevano, tra mille difficoltà, viva questa zona centrale; perdita di valore delle abitazioni che verranno soffocate dal gigantesco dirigibile e da uno sfregio paesaggistico ed architettonico che sia Petitot che Tardini, certamente, non avrebbero gradito.

Pare, invece, che tutta la città plauda il benefattore a stelle e strisce. E chi ce lo rivela ? Un sondaggio, guarda caso commissionato proprio da Parma calcio 1913 srl. Peccato che in Italia i sondaggi siano quanto di più modellabile a piacimento per influenzare l’ opinione pubblica. I risultati dipendono esclusivamente da cosa chiedi e soprattutto a chi.

Mentre le migliaia di firme raccolte dal Comitato “Tardini Sostenibile”, che lotta per bloccare questo incomprensibile “dono”, vengono ignorate insieme alle proteste oggettive ed argomentate dei residenti della zona interessata che, ovviamente, non possono tacere il dissenso per un progetto inutile e squalificante che provocherebbe, quotidianamente, problemi irrisolvibili alla circolazione stradale e alla viabilità dell’ intera area cittadina..www.tardinisostenibile.it

“Business is business” ed ogni cosa ha il suo prezzo, e’ evidente. Ma in democrazia i cambiamenti radicali dell’ aspetto urbano, civile, lavorativo e della qualità di vita dei cittadini andrebbero spiegate con maggior trasparenza e non imbellettate e servite a cose fatte.

Cosa spinge il Sindaco Pizzarotti, il Vicesindaco Bosi e tutta la sua giunta a supportare la “riqualificazione” made in Iowa del Tardini ? Perché non viene proposta ai benefattori, con razionalità, la realizzazione di uno stadio nuovo e funzionale in zone periferiche e di facile accesso stradale ed autostradale? Perché lo stadio non si può spostare, perché vengono ignorante le sentenze della Cassazione del 1997 e del Tar del 1998 che hanno dato ragione alle denuncie dei cittadini che già dimostravano la criticità provocata da uno stadio posto nel pieno centro cittadino ?

Ma soprattutto perché questa assoluta mancanza di trasparenza? Qualche interrogativo sorge spontaneo.

Egregio Presidente Krause, gent.li Dott. Saputo e Commisso, perché non realizzate ” lo stadio più bello del mondo” dall’ altra parte del mondo, senza deturpare quel poco di bello che la piccola Parigi conserva ? Perché regalarlo proprio a una squadra in retrocessione?

Egregio Sindaco Pizzarotti, non dubito che l’ impianto da lei caldeggiato sia ecosostenibile, ma non tutto ciò che è, per Lei, ecosostenibile è sostenibile per i suoi cittadini e per il bene pubblico.

Ci pensi prima di rovinare definitivamente ogni “piccola bellezza” che, nonostante tutto, sopravvive in questa città… A meno che Lei non preveda di candidarsi alla carica di Governatore della Contea di Polk, anziché alle prossime elezioni amministrative o politiche italiane.

http://www.tardinisostenibile.it

Pubblicato da cristinabattioni

Scrivo per imparare la strada

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