DONNE S.p.a. (unipersonale)

di Cristina Battioni

8 marzo 2021, la prima “Festa della Donna” senza assembramenti; l’ unica, forse, interdizione positiva in questo tempo virale. La pandemia impone misure di sicurezza sanitarie che, almeno per oggi, ci salveranno dai riti carnevaleschi, stereotipati e chiassosi in cui era scemata la giornata internazionale della donna nell’ ultimo ventennio.

Basta “tana libera tutte”, basta orde di donne rumorose nei locali, basta tavolate chilometriche nelle pizzerie invase da mimose gia avvizzite, basta banalizzazioni al ribasso. Basta anche alle solite frasi scritte per abitudine o per fare agli auguri preconfezionati, a caso e alla moltitudine.

Perciò non tedierò nessuno ricordando quanto poco abbiamo ottenuto e quante occasioni di valorizzazione abbiamo sprecato e non mi rivolgerò alle mie coetanee, vittime immolate alle incertezze di un’ epoca di transito, tra esempi materni di perfezione e nuove libertà mal gestite.

Preferisco indirizzare i miei auguri e le mie speranze alle Donne che verranno, alle bambine che vengono al mondo in un tempo nuovo, dopo la globalizzazione, dopo le estremizzazioni, dopo che le loro nonne , le loro zie e le loro madri si sono confuse tra rivendicazioni e doveri ereditati.

A voi scrivo di fare attenzione; le Donne non sono tutte uguali, è una bugia, anche l’otto marzo. Ogni donna è un entità e una variabile influenzata da un contesto e dalle esigenze culturali e, soprattutto, commerciali di quel contesto. Cercate di non farvi condizionare , è un errore che abbiamo già commesso, non copiateci.

Donna non è necessariamente una moglie, un amante, una madre, una figlia.

Donna è solo una parola che semplifica l’ appartenenza ad un genere, è uno stereotipo che fa fare due passi avanti e due indietro. Superate il concetto di genere, donne non si nasce ma si diventa e , vi prego, superate l ‘ artificiosa necessità di dover essere contemporaneamente Margherita Hack, Madre Teresa di Calcutta, Angela Merkel e Belen Rodriguez. Non ci riuscirete mai, semplicemente perché non è possibile . Sarete, vi auguro, ognuna di queste donne, a modo vostro, e in diversi momenti della vostra vita.

Vi diranno che una donna deve lottare il doppio, deve faticare il triplo, deve essere disposta ad ogni sacrificio per arrivare in alto.

Ma in alto dove?

Abbassate l’ asticella e le aspettative altrui, perseguite i vostri orizzonti, datevi il tempo di scoprirli, crescendo. E non ingaggiate sfide, non consumatevi verso una meta usando solo un punto di vista femminile, andate oltre, affrontate ogni cosa come Persona, come prima persona singolare, autonoma e senza genere. Vi aiuterà ad essere almeno meno confuse.

Le donne possono fare qualsiasi cosa, lo hanno sempre fatto, anche prima del movimento femminista. Durante le guerre hanno portato avanti famiglie, attività, città’, anche sprovviste di cultura o riconoscimenti, semplicemente con la forza di volontà e un necessario pragmatismo.

L’ unica cosa che le donne non hanno mai imparato, o introiettato, è l’ autostima, la capacità di volersi bene senza sentirsi amate da qualcun’ altro. E’ un male comune, un retaggio storico che pochissime hanno superato faticando e facendo esperienza.

Voi dovete sfruttare l’ incertezza di questo tempo che non sarà più quello di prima, tutto verrà rimesso in gioco, qualche ruolo verrà meno, qualche modello, mi auguro, fiorirà spontaneamente. Imparate a volervi bene, a contare su voi stesse, a bastarvi.

Non dovete dimostrare niente a nessuno, perché alla fine nessuno vi applaudirà , molti vi invidieranno, quasi tutti vi ignoreranno. Giudicatevi da sole, non cercate amore, datelo se volete ma non immaginatevi di avere qualcosa in cambio, amate se vi fa stare bene.

Non dovete essere madri per forza, scegliete di esserlo consapevolmente, il senso materno non è né un obbligo né una parte del Dna femminile.

Non accoppiatevi, sposatevi o accompagnatevi per paura della solitudine o perché “così fan tutte”, fatelo se è la cosa giusta per voi e, se non la è ,prendete le distanze; lo status di coppia non è più’ richiesto per essere accettati socialmente.

Imparate un mestiere, una professione, un’ arte, possibilmente qualcosa che vi piaccia, ma sforzatevi di rendere dignitoso anche quello che non vi piacerà se in cambio vi garantirà l’ autonomia, poiché la vita non è esattamente sempre una passeggiata e non lo è indipendentemente dal genere a cui si appartiene.

Amatevi e sceglietevi ogni giorno per quello che siete, che fate, che sbagliate e da cui imparate. E se nessun modello femminile intorno a voi vi rappresenta, beh… guardate altrove, anche al mondo maschile , cercatevi un paradigma di cui avete stima; non basta ma aiuta.

Mi piacerebbe essere ancora qui quando le donne di domani manderanno a quel paese gli stilisti che dettano tendenze, spesso assurde, solo per necessità di fatturato e bilancio.

Le riviste femminili, anche le migliori, non si sono evolute; ricreatele, riscrivetele, se ne sente il bisogno. Nel 2021 la bellezza si può costruire anche artificialmente, l’ intelligenza no; la prima serve a poco e può perfino essere dannosa se mal agita, la seconda non si deteriora ed è, comunque, supporto indispensabile alla prima e le sopravviverà sempre.

Amatevi prima e senza che lo facciano gli altri, non cercate l’ approvazione fuori ma dentro di voi e sfruttate la libertà per costruirvi, un pezzo alla volta, per capirvi, per perdonarvi e per ricominciare da capo, anche ogni giorno.

Scegliete sempre scarpe comode per andare lontano, toglietele se vi fanno male, sarete bellissime anche scalze se vi sentirete bene. Siate pronte ai cambiamenti, saranno sempre più veloci, siate elastiche più che resilienti e sempre sincere con voi stesse.

Tutto ciò non vi garantirà il successo, non vi è garanzia nel vivere. Non fatevi mai illudere dalla favola delle certezze. Siate il meglio di voi in ciò che fate, sarà già un successo che nessuno potrà oscurare.

Per augurarvi buona fortuna, perché anche quella serve, vi lascio con tre righe di una canzone scritta da una Signora che fu una ragazza molto autonoma e femminista ma che, come ammette lei stessa, si fece autogol proprio quando non comprese che non era dall’ amore di un altro che dipendevano la sua solidità e la sua sicurezza.

Voi sareste Donne in un tempo accelerato, capitelo prima di subire disastri inutili.

Io sono tutto l’ amore che ho dato

Tutto l’ amore incondizionato

L’imbarazzo dietro al vanto

Un sorriso dietro al pianto

Io sono tutto l’ amore che ho dato

Mare in tempesta e cielo stellato

Poco prima di uno schianto

(Ornella Vanoni)

In bocca al lupo a tutte Voi, cercate di trasformarvi da una Società unipersonale ad azioniste di una S.p.a. in cui non sia concesso perdere tempo rivaleggiando ma solo agire, per il vostro bene.

https://youtube.com/watch?v=8QiXlr2dyhg&feature=share

Pubblicato da cristinabattioni

Scrivo per imparare la strada

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